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I Grandi alla “conquista” dell’Africa

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L’Africa sta diventando sempre di più centrale nello scacchiere geopolitico mondiale. A dispetto della disperazione degli africani che fuggono dal Continente massacrato da regimi sanguinari, terrorismo, élite affaristiche che schiavizzano le popolazioni, corruzione, malattie endemiche e prostituzione… le grandi potenze si sono attrezzate per spolpare il molto che c’è ancora, soprattutto come risorse minerarie, forza

Un nuovo report sul coronavirus svela ulteriori dettagli sull’epidemia

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Un singolo paziente, ricoverato in un ospedale di Wuhan, in Cina, ha infettato almeno 10 operatori sanitari e altri quattro pazienti con quello stesso coronavirus che ha contagiato quasi 45.000 persone, ne ha uccise più di 1.000 e ha raggiunto due dozzine di altri Paesi nel mondo. I pazienti, in Cina, hanno un’età compresa tra

«Basta minimizzare, giustificare o negare quello che accadde»

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«Ogni anno, il 10 Febbraio nel Giorno del Ricordo, facciamo memoria organizzando in tutta Italia molte manifestazioni affinché gli italiani ricordino cosa è successo e come si è manifestato il genocidio nei confronti del nostro popolo, contro il giustificazionismo, il minimalismo o addirittura il negazionismo di alcuni gruppi della sinistra italiana». Emanuele Merlino, 42 anni,

“Cammino tricolore” un modo nuovo per ricordare

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Un modo semplice, non retorico, condiviso e partecipato di ricordare il dramma delle Foibe, rendendo viva l’immagine dell’italianità di quella tragedia nei suoi due aspetti: quello del genocidio di nostri connazionali e quello della perdita di territori dalla grande storia e tradizione culturale latina. L’idea, felicemente sposata dal Comune di Busto Arsizio e realizzata dalla

Foibe: l’odio che calpesta anche la tonaca

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Fra Ludovik Rados aveva soltanto 20 anni e nel cuore la gioia di aver appena terminato il noviziato e indossato il saio caro a Francesco d’Assisi; fra Marko Barbaric, invece, di anni ne aveva 80 e continuava a spendersi secondo gli insegnamenti del poverello nel monastero di Siroki Brijeg, anche se era ammalato di tifo.

“Foibofobia”: il male oscuro della sinistra italiana

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Il Giorno del Ricordo è un nervo scoperto, una memoria che non riesce a essere condivisa, perché è sfuggito alle maglie della censura storica dei vincitori. Costituisce quindi una “pietra d’inciampo” sul percorso della vulgata resistenziale e, di conseguenza, scatena quelle stesse reazioni isteriche di cui fu vittima anche Giampaolo Pansa. Così, dal più piccolo

Conoscere la storia è l’unica via per la pacificazione

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L’avvocato Giovanni Adami, 48 anni, vive a Udine ma è di famiglia giuliana; è stato a lungo vicepresidente nazionale dell’ADES (Associazione Amici e Discendenti degli Esuli Istriano Dalmati). Ha collaborato per anni con varie associazioni che ricordano la tragedia delle foibe, studiando e approfondendo i vari aspetti di un genocidio etnico che si è protratto

Negare o giustificare: ecco le strategie per nascondere la verità

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Seconda parte – Abbiamo visto ieri come siano state costruite a tavolino le tesi utilizzate per contrastare l’impatto emotivo del genocidio e della pulizia etnica compiuta dai partigiani comunisti jugoslavi in Venezia Giulia al termine della Seconda guerra Mondiale. Da una parte c’è che mira a “giustificare” quanto avvenuto (come se si potessero giustificare la

Foibe: tecniche di disinformazione storica

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Prima parte – Da quando, nel 2004, il Parlamento varò la legge che istituiva il Giorno del Ricordo, le organizzazioni politiche e culturali che erano riuscite, per sessant’anni, a “occultare” l’eccidio perpetrato dai partigiani comunisti di Tito, entrarono subito in agitazione. Da allora a oggi si può dire che ogni anno sono state partorite nuove

Le due maschere di Sanremo

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«Io e Junior Cally abbiamo una cosa in comune: la maschera. Lui la usa per idolatrare la violenza, io per coprire i segni della violenza». Chi parla così è Gessica Notaro, la modella sfregiata con l’acido dal suo ex e rimasta sfigurata con la perdita di un occhio. Una lezione di vita e di stile

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