Federico Gennaccari

Gli “invisibili”: i film scomodi censurati dal politicamente corretto

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Da qualche settimana c’è un film che, a sorpresa sta ottenendo un successo più che discreto. Ha superato i 4 milioni di euro di incassi e ha avuto una media di spettatori per sala superiore anche a “Tolo Tolo”, la pellicola di Zalone-Virzì sui migranti che voleva fare il record assoluto e che pare, invece,

Nel Sanremo dell’odio non c’è posto per Charlie Chaplin

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L’odio protagonista al 70mo Festival di Sanremo. Tra i brani in gara ce n’è uno in cui si canta l’odio nei confronti di Salvini e di Renzi (sicuramente per una sorta di “par condicio” dell’odio). Tante parole contro gli odiatori, tutti pronti a stigmatizzare, a chiederne la cancellazione da Facebook e da Twitter e poi

Le bufale di “Repubblica”: ecco chi è che “tracima” in tv

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Peccato, ma nei dati diffusi dall’Ag.Com per il mese di dicembre non c’è traccia alcuna di quella “tracimazione” di Salvini denunciata da alcuni parlamentari del Pd e di Italia Viva ma, soprattutto, da Repubblica (e da il Fatto Quotidiano). Anzi. Eppure, con incredibile faccia tosta, Repubblica scrive: «Non era mai successo. Mai, nella storia dell’informazione

Bibbiano: chiuse le indagini con 26 indagati tra cui il sindaco

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Se qualcuno pensava che il “caso Bibbiano” fosse solo uno slogan (come detto dal portavoce delle sardine), oppure solo un “raffreddore” (come ipotizzato dalla Commissione regionale) o magari una deprecabile “congiura politica” (come sostenuto da Graziano Del Rio e da tutti i vertici del Pd)… ecco che è arrivata, ieri sera, una voce che zittisce

Social ed elezioni: insulti e querele

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Se, finora, i media mainstream, le sardine e i “maître a penser” (stile Gruber, Fazio, Saviano) hanno cercato di accreditare l’immagine di Salvini e dei leghisti come “seminatori di odio” e la sinistra come tutta “pace and love” (secondo il verbo di Zingaretti), adesso qualcuno dovrà ricredersi. Il primo insulto macabro del 2020, infatti, è

Bibbiano: Bonaccini scappa, il popolo attende

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Quella emiliana è davvero una campagna elettorale destinata a passare alla storia… quantomeno della comunicazione politica. Se vi dicessero che nella rossa Emilia un candidato ha dovuto annullare un incontro elettorale in un paese della provincia di Reggio Emilia per la contemporanea presenza di un presidio di protesta, sicuramente pensereste a un candidato della estrema

“Caso Genovese”: la prudenza, la faziosità e i depistaggi

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Orwell.live è nato con le stigmate della sincerità. Abbiamo sempre detto di voler fare informazione di qualità, combattere le fake news, denunciare le veline e l’asservimento al potere dei media mainstream. Per abitudine, quindi, prima di commentare un episodio di cronaca preferiamo aspettare di capire bene cosa sia successo, la dinamica e il contesto. A

Emilia-Romagna: ecco cosa teme Bonaccini

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Superate le vacanze di fine anno, entra nel vivo la campagna elettorale per le regionali in Emilia-Romagna. Ormai noti i candidati a presidente e le liste ci si appresta alla voltata per questa consultazione che, al di là dei tanti proclami sui suoi limiti “locali”, influirà sicuramente sulla sorte del già traballante governo rosso-giallo di

Bibbiano: aspettando la conclusione delle indagini

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Cresce l’attesa per la conclusione delle indagini relative all’inchiesta “Angeli e Demoni” e le relative richieste della Pm Valentina Salvi. C’è chi dice che sia questione di ore ma, più probabilmente, sarà solo a metà gennaio, a meno che “dall’alto” arrivi l’ordine di aspettare le elezioni regionali del 26 gennaio. Se i tempi fossero rispettati

Luca Telese: «L’algoritmo può rivelarsi un meccanismo pericoloso per far sparire persone e ideali scomodi»

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Volto arcinoto dei talk show televisivi, Luca Telese è un giornalista e saggista che si è sempre occupato di politica e costume. Nato a Cagliari nel 1970, ha iniziato a fare il giornalista al Messaggero, nel 1989. Nel 1999 è al Giornale, chiamato da Maurizio Belpietro come redattore parlamentare, per poi passare al Fatto Quotidiano.

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