Alessandro Nardone

Twitter censura noi ma non gli insulti a Pansa: ancora online i tweet degli odiatori seriali

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Mentre i nostri account continuano a rimanere “sospesi”, quelli dei “Genadrmi della memoria” che hanno insultato Giampalo Pansa dopo la sua morte sono ancora a piede libero; a questo proposito vale la pena notare come la maggior parte di questi leoni da tastiera vomiti i propri insulti da account fake, cioè senza avere nemmeno il

Legge elettorale: perché è ora d’indignarci

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Arriva un momento in cui incazzarsi non soltanto è legittimo, ma addirittura doveroso. Anzi, no, una semplice incazzatura non è nemmeno sufficiente: è ora che questo benedetto popolo cominci a indignarsi, a urlare la propria rabbia nei confronti di un regime partitocratico mascherato da democrazia, che oggi, per l’ennesima volta, ha sputato in faccia alla

Pansa insultato anche da morto per aver scritto la verità

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Il vomitatoio scatenatosi sul Web nelle ore successive alla sua morte è l’ultimo capolavoro di Giampaolo Pansa, perché dimostra quanto egli avesse ragione nel cercare di spurgare la storia del dopoguerra da certa cloaca rossa, i cui miasmi ci appestano ancora oggi. Sì perché è merda, come direbbe Alberto Sordi, quella che Pansa ha fatto

Alex Anderson runs again for the elections and takes Orwell To Las Vegas CES2020

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“No thanks, I don’t vote in the United States,” or “Excuse me, you’re the candidate, aren’t you? Can we take a selfie together?” Among the tens of thousands of people who cross the threshold of the CES in Las Vegas, many blink their eyes when they find in their hands the flyer of ANDER20N for

Alex Anderson si ricandida e porta Orwell al CES di Las Vegas

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«No, grazie, io non voto negli Stati Uniti», oppure «scusi, è lei il candidato, vero? Possiamo farci un selfie insieme?» Tra le decine di migliaia di persone che varcano la soglia del CES di Las Vegas molti strabuzzano gli occhi quando si ritrovano tra le mani il volantino su cui campeggia il logo ANDER20N for

Ivanka Trump conquista la platea del CES

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«Non si tratta solo di fare formazione per i lavori del futuro. Le aziende devono investire nella loro attuale forza lavoro in modo che possano consentire ai propri dipendenti di svolgere lo stesso lavoro anche in futuro, utilizzando strumenti diversi. Sono una grande sostenitrice dell’innovazione e dell’impatto positivo della produttività sull’economia e della lotta per

Manuel Bortuzzo is our Person of the Year

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Authentic and therefore bright, like a mirror capable of externally reflecting one’s inner beauty, making it a gift to this mad world where emptiness has taken the place of substance, selfishness has replaced common sense and social networks have suppressed much of our desire to be together. Athlete, friend, boyfriend, son, boy. This is Manuel

1984: l’Amiga diventa un fenomeno (anche) grazie al CES

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[…] Nonostante i ritmi per lo sviluppo fossero serratissimi, il fatto di non aver cominciato ancora a registrare utili consistenti con la vendita di joystick determinò l’inizio di una certa sofferenza economica, per il semplice fatto che la riserva costituita dai fondi iniziali cominciava a scarseggiare. Così, fu deciso che, nel gennaio del 1984, Lorraine

1982: al CES di Las Vegas dal VIC-20 al Commodore 64

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Correva l’anno 1982 quando, al CES di Las Vegas, Commodore lanciò il computer più venduto di tutti i tempi: il Commodore 64. Un avvenimento che, come nel caso di gran parte delle innovazioni rivoluzionarie, fu il risultato di spunti imprenditoriali aggressivi, ma anche di una serie di eventi fortunati. Infatti, soltanto due anni prima e

1979: i computer di Atari debuttano al CES

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Gennaio 1979, l’Atari portò al CES i prototipi preliminari dei suoi due nuovi computer, Atari 400 e Atari 800. Con Apple II, TRS-80 e Commodore PET già rilasciati, e con il mercato dei personal computer ancora tuttoda esplorare furono in molti, all’interno di Atari, a dubitare di questa mossa. Tuttavia, il CEO Ray Kassar era

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