Cambia lo standard Tv… “e io pago”

Dall’anno prossimo si passa al DVB-T2, una maggiore qualità che comporta di dover sostituire 10 milioni di apparecchi in Italia

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Dopo il passaggio dall’analogico al digitale, nel 2012, in Italia arriva un nuovo sistema di ricezione televisiva. Si tratta del DVB-T2 che, a partire dal 2021, inizierà il suo graduale inserimento su tutto il territorio.
Oltre a una maggiore qualità, l’adozione di questa tecnologia consente di fare spazio alla tecnologia 5G. Non è detto che si debba necessariamente cambiare televisore, ma occorre comunque verificare la compatibilità con il nuovo segnale.

Il cambiamento non sarà indolore, tanto che le associazioni dei consumatori hanno stimato che a milioni di famiglie italiane costerà fino a 250 euro. Ecco tutte le informazioni.

TEMPI E MODALITÀ

DVB-T2 (con codec H265/HEVC) è il nuovo standard per ricevere il segnale televisivo digitale; si tratta di un’estensione del DVBT che portò alla soppressione della televisione analogica. Rispetto al precedente standard consente una migliore ricezione dei canali e una visione più nitida delle immagini.

A partire da settembre 2021 le prime regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e le province di Trento e Bolzano) saranno interessate dal cambiamento, per proseguire a scaglioni e concludere entro il 2022 con le altre regioni.

Per continuare a vedere i canali televisivi occorrerà quindi avere un televisore (o un decoder) in grado di ricevere il segnale nel nuovo standard. Come fare a sapere se il nostro televisore (che abbiamo cambiato già almeno una volta con lo swith-off del 2012) è compatibile?

In linea di massima, i modelli acquistati dopo il 2017 dovrebbero essere in grado di ricevere il DVB-T2. Tuttavia, ci potrebbero essere dubbi sugli apparecchi di marche o di fascia bassa. Allora fate una prova: sintonizzatevi sul canale 100 o 200 e vedete se appare la scritta “Test HEVC Main10”. Qualora vediate un altro canale aggiornate la sintonizzazione dei canali, poi riprovate. Se lo schermo appare o rimane nero il televisore non supporta il nuovo standard. Cosa certa per televisori precedenti al 2015 che potrebbero però funzionare già oggi con il decoder e quindi basterebbe cambiare quello.

LA DENUNCIA DEL CODACONS

Il problema riguarda comunque moltissimi utenti perché anche i televisori prodotti prima del 2017 sono a rischio. In base alle stime dell’associazione Codacoms, circa 10 milioni di televisori attualmente presenti nelle case degli italiani risulteranno obsoleti e non in grado di ricevere il nuovo segnale.

Ciò darà un impulso all’acquisto di apparecchi (nessuno dei quali, però, è made in Italy) che corrisponde a una ennesima stangata per le famiglie.

L’acquisto di un nuovo modello (o anche solo dell’apposito decoder, già in vendita presso i negozi specializzati) comporta un investimento dai 90 ai 250 euro (molto di più per grandi schermi).

A questo punto entra in capo la mancetta governativa, sotto forma di Bonus TV. Ovvero uno sconto di 50 euro – promosso dal Ministero dello sviluppo economico – per l’acquisto di TV (o decoder) idonei alla ricezione del nuovo standard. Ma questo vale solo per famiglie con ISEE fino a un massimo di  20 mila euro e viene praticato direttamente dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato.

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