Roma puzza ma tutti litigano

Partiti e istituzioni divise, sia all'interno della compagine governativa che dell'opposizione... con i cittadini sempre sul piede di guerra

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Non solo irta e tortuosa è la strada che hanno intrapreso Raggi e Zingaretti. È pure scivolosa e puzzolente. Resa tale dal percolato delle discariche che entrambi vorrebbero riempire al massimo consentito pur di far “sparire” i rifiuti che sommergono Roma. Uno scontro istituzionale tra Comune e Regione che fa comprendere come, ormai, si sia entrati in un vicolo cieco. Un vicolo nel quale sono inseguiti dal centrodestra.

La settimana che si apre sarà assai delicata ed è scandita, come spesso accade in questi casi, da manifestazioni nelle città citate dalle ordinanze, ovvero: Civitavecchia e Falcognana.

Ecco i fatti: la sindaca di Roma, Raggi (M5S), sfruttando la sua carica di capo anche della Città Metropolitana, ha puntato su Civitavecchia per lo smaltimento? Ed ecco che i sindaci del comprensorio, fascia tricolore indosso e tessere di partiti diverse in tasca (centrodestra come centrosinistra) fanno le barricate. Lo stesso dicasi per Falcognana, periferia sud ovest, laddove è stato visto planare il proverbiale cetriolo con l’indicazione di “sito da individuare entro pochi giorni” che la Regione Lazio, targata Zingaretti (Pd), ha imposto al Campidoglio.

I due partiti, alleati di governo sono impegnati, come sappiamo, in ben altre beghe (leggasi MES e finanziaria), ma è chiaro che il precario stato di salute dei rapporti tra Pd e M5S nei Palazzi dei poteri romani spinge il centrodestra a preparare la “spallata”, sebbene con dei “distinguo” che non lasciano ben sperare.

Non è certo un caso se a Civitavecchia (città che i grillini hanno perso con le elezioni di maggio) è arrivato la settimana scorsa Matteo Salvini in persona, ad assicurare massimo appoggio alle amministrazioni locali sia in termini di no alla discarica che di no al termovalorizzatore in quest’area. Questi ultimi sono impianti che la Lega ritiene fondamentali per risolvere l’eterna emergenza rifiuti – ha spiegato il leader leghista – ma è nel territorio della Capitale che si deve trovare la soluzione.

Dunque potrebbe andare bene la soluzione Falcognana ma, anche qui,  ecco la mobilitazione popolare con Fratelli d’Italia in prima fila, che ha schierato i suoi militanti sul territorio, affiancata peraltro da un redivivo Renato Brunetta (Forza Italia), solo perché, ovviamente, ha residenza da quelle parti, al Divino Amore.

Con Salvini a difendere Civitavecchia dalle mire della Raggi e il resto del centrodestra a fare da scudo umano sulla Falcognana minacciata da Zingaretti, c’è da credere che la seduta di Consiglio comunale straordinario, a Roma, del 6 dicembre sui rifiuti sarà un appuntamento da defibrillatore acceso.

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