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FLASH NEWS: Hacker all’attacco della libertà di informazione

Un giornale on line e una web radio di Torino messe a tacere... A chi davano fastidio?

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Abbiamo appreso che, da un paio, una delle poche voci libere del panorama informativo on line è stata attaccata da hacker informatici. Si tratta della torinese Electomag, diretta da Augusto Grandi, per 30 anni giornalista del Sole 24ore. Lo abbiamo subito contattato per sapere cosa sia successo.

«Ringrazio innanzitutto Orwell per la possibilità di utilizzare il vostro spazio per spiegare l’assenza di Electomag e di Electoradio dalla offerta informativa online. Purtroppo il nostro sito è stato colpito da un attacco hacker che ha bloccato sia il quotidiano online sia la web radio. Proprio nel pieno di importanti trattative commerciali… magari sarà una coincidenza».

Si sa chi sia stato a colpire i vostri siti?

«Ovviamente i responsabili non hanno lasciato rivendicazioni di sorta, diventa dunque impossibile accusare qualcuno. Ed è anche inutile fare della dietrologia. È evidente che Electomag ed Electoradio hanno dato fastidio a qualcuno, in caso contrario non si sarebbero presi la briga di scatenare un simile attacco».

“Dato fastidio” in che senso?

«Forse il problema è il motto stesso del nostro giornale, “liberi di pensare”. Perché, in totale coerenza, abbiamo ospitato interventi di chi può essere collocato all’estrema destra, così come prese di posizione di chi fa parte del Partito comunista. Passando per interviste a parlamentari di maggioranza e di opposizione. Allo stesso modo, grazie a preziosissimi collaboratori di politica estera, ci siamo occupati di geopolitica, dalla Cina all’America Latina, dall’Europa all’Africa. Con posizioni non sempre condivise dai nostri stessi lettori, ma sempre garantendo la massima libertà di espressione, purché i fatti restassero centrali nella narrazione».

Voi “liberi di pensare”; noi “indipendentemente”… questo fa paura?

«Qualcuno ritiene pericoloso anche solo l’esempio della libertà di pensare. La libertà di criticare un Salone del libro che censura i volumi scomodi, la libertà di criticare un presidente di Confindustria assolutamente deleterio, la libertà di criticare i politici che sono sempre molto presenti in campagna elettorale ma che spariscono subito dopo. E che non trovano il tempo neppure per esprimere solidarietà adesso, forse con la preoccupazione che venga chiesto qualche sostegno più concreto».

Come pensate di reagire?

«A breve, si spera già questa settimana, Electomag ed Electoradio torneranno a informare. Con le stesse regole di prima: libertà di pensare, di scrivere e di trasmettere. Ci hanno rallentati, non ci hanno fermati e non ci fermeranno. In più ci hanno offerto l’opportunità di verificare chi ha voluto esserci vicino. Grazie Orwell!».

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