Calabria al voto… la quiete prima della tempesta

I principali schieramenti sono ancora privi del candidato presidente ma ricchi di polemiche

tempo di lettura: 6 minuti

Dal nostro corrispondente
Anche se i riflettori sono puntati quasi esclusivamente sull’Emilia-Romagna, il 26 gennaio si svolgeranno le elezioni regionali anche in Calabria. A meno di due mesi dal voto, però, i nodi da sciogliere sono ancora molti. Dal centrodestra al centrosinistra, passando per il Movimento 5 stelle i nomi che circolano per la corsa alla presidenza sono molti, ma quasi nessuno è ancora definitivo.

Al di là dei proclami dei leader nazionali, quindi, a oggi, non è ancora iniziata una vera e propria campagna elettorale sul territorio. Tuttavia, il tempo stringe e il momento in cui le urne si esprimeranno si avvicina.

Questo “letargo” dei partiti assomiglia pericolosamente a quello degli elettori, almeno nell’ultima tornata elettorale amministrativa. Nel 2014, infatti, quando l’attuale presidente Mario Oliverio (Pd) trionfò su Wanda Ferro (Fratelli d’Italia), la percentuale di votanti non superò il 40% degli aventi diritto.

Il dato evidenzia l’ampia fetta di popolazione indecisa che i partiti dovrebbero convincere. Va anche detto che l’elevata astensione del 2014 fu influenzata dal “terremoto” politico-giudiziario che aveva portato alla condanna e al successivo arresto del governatore Giuseppe Scopelliti, uomo su cui il centrodestra sembrava aver puntato per la svolta in Regione.

Intanto è un fatto che, a causa delle divergenze interne alle coalizioni, nessuno ha giocato d’anticipo sull’avversario. In linea generale l’attendista panorama politico calabrese si presenta così.

Centrosinistra: il presidente uscente Mario Oliverio ambisce alla riconferma, ma non può contare sul sostegno di Zingaretti e questo rende poco probabile una sua candidatura alla guida del centrosinistra, ma induce anche a pensare che potrebbe scegliere di affrontare la corsa in solitario. Su Oliverio, però, pesa una serie di indagini da parte della magistratura che sicuramente lo pongono in una situazione non ottimale.

Nel frattempo, Nicola Zingaretti ha indicato Florindo Rubettino come nome gradito ma l’editore, dopo averci pensato, ha rifiutato l’offerta, dichiarando: «Purtroppo ho potuto constatare che non ci sono le condizioni nel quadro politico calabrese per fare tutto ciò. Il campo del centrosinistra è molto più diviso di quello che mi sarei aspettato. Da quanto si legge già dai primi segni sarei stato coinvolto in una lotta dilaniante».

Con le stesse motivazioni anche l’imprenditore Maurizio Talarico ha preferito rinunciare a un’ipotetica candidatura. A questo punto Zingaretti ha annunciato il sostegno all’imprenditore Pippo Callipo che, proprio sabato scorso, ha annunciato di volersi candidare. Non è ancora chiaro se Callipo sarà davvero il candidato unico dei Dem, certo è che in Calabria gode di buona fama e apprezzamento.

Veniamo al Centrodestra. La triade Salvini, Berlusconi e Meloni non ha ancora indicato il candidato della coalizione. Molti i nomi che si sono susseguiti ma nessuno ha avuto la benedizione definitiva. Forza Italia, fin dal primo istante, aveva scelto Mario Occhiuto, attuale sindaco di Cosenza che, però, non è gradito a Salvini.

La Lega è un po’ l’outsider di queste elezioni essendo per la prima volta presente nella corsa alla Regione Calabria. Proprio per questo la voglia di far bene continuando l’opera di penetrazione nel Sud è tanta. Il commissario regionale, Cristian Invernizzi, a inizio novembre, in una intervista rilasciata a LaC news24 ha confermato che la scelta del candidato spetta a Forza Italia, ma che la Lega vuole un altro nome e non Occhiuto. Ecco allora che è rimbalzato sui giornali, il nome di Sergio Abramo, attuale sindaco di Catanzaro e presidente della Provincia del Capoluogo calabrese.

Infine, c’è Fratelli d’Italia, partito in crescita in tutta Italia e un tempo molto forte in Calabria che, per il momento, sta alla finestra, in attesa.

Solo il Movimento 5 Stelle (dopo che la possibile alleanza con il Pd è andata in fumo) ha già trovato il suo candidato. Si tratta di Giuseppe Aiello, docente di Politica Economica presso l’Università della Calabria, che ha sciolto la riserva e sarà il volto grillino nella corsa al governo calabrese. Il movimento, si pone l’obiettivo di superare il risultato del 2014, quando non raggiunse neanche il 5%, anche se non può certo ambire a ripete il boom delle politiche dell’anno scorso (43,39%).

Se avere già il nome del candidato è un vantaggio rispetto ai concorrenti, all’interno del Movimento, però, la situazione è tutt’altro che unitaria. Basti pensare che la deputata calabrese Dalila Nesci ha pubblicato un tweet provocatorio in cui, nel 2015, il professor Aiello si dichiarava: «Pronto a dare una mano a Renzi e Oliverio». Inoltre sulla candidatura pesano ombre giudiziarie e la spada di Damocle dei vertici del Movimento che ancora premono per l’accordo in extremis con il Pd.

Lascia un commento

Orwell.live vorrebbe inviarti notifiche push per tenerti aggiornato sugli ultimi articoli