La manifestazione che si è tenuta a Verona a sostegno di tre bambini tolti ai genitori.

Quando le sardine fanno come gli struzzi

La sedicente “società civile” anti-Lega non vuol sentir parlare del “caso Bibbiano”, ma in tutta Italia si moltiplicano le manifestazioni

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Ormai il “caso Bibbiano” è divenuto la cartina di tornasole per capire la buonafede politica di qualcuno. Se c’è chi non vuole sentire nemmeno nominare l’argomento, puoi stare certo che è strettamente legato al Pd o ha a cuore gli interessi di un “sistema” di interessi molto radicati.
Tutti gli altri hanno mille sfumature, ma non reagiscono “automaticamente” come se fosse stata pronunciata una parola tabù, una bestemmia o qualcosa del genere.

L’esempio più lampante è dato dal movimento delle sedicenti “sardine”. La prima cosa che hanno detto gli organizzatori della manifestazione di Bologna è stata «Basta parlare di Bibbiano», «Non parlateci di Bibbiano».

Visto che il problema, per mesi, è stato proprio il fatto che nessuno voleva parlare di Bibbiano, una risposta del genere da parte di un movimento di base, che si definisce espressione della “società civile” davvero non ce lo si aspetta.

Al contrario, dovrebbero essere loro i primi a chiedere al Pd, al governo in Emilia, di non avere macchie, non avere ombre e, quindi, chiarire tutto, a partire dalla questione Bibbiano, ovvero quella dell’affido dei minori e dei criteri della sua gestione. Invece no. Hanno scelto di essere super-allineati.
Grande è stata la delusione di molti utenti dei social, a metà tra la sinistra e i grillini, che avevano appunto chiesto di sapere la posizione del movimento sui fatti di Bibbiano, ricevendo le risposte di cui sopra.

Proprio come gli struzzi, anche le sardine nascondono la testa per non sentir neppure parlare dell’argomento. Si appiattiscono sul terreno della demagogia e non vogliono parlare.

Quanto al Pd, continua a trincerarsi dietro la frase slogan: “il sistema è sano” e da lì non si schioda. Per il resto solo silenzio, come quello sempre più assordante della renziana Elena Bonetti, ministro competente in materia, alla quale evidentemente devono aver minacciato una multa se apre bocca su Bibbiano. Da quando si è insediata non ha neppure sfiorato il tema e quando toccava a lei essere presente nell’aula di Montecitorio per rispondere alle mozioni, ha delegato la sottosegretario ai rapporti con il Parlamento.
«Ora a far la figura peggiore è la sinistra» ha osservato Selvaggia Lucarelli – che certamente non può essere accusata di essere di centrodestra – evidenziando che dall’imbarazzo iniziale «ora si trincera dietro un silenzio arrogante e superficiale».

Intanto continuano le manifestazioni e gli incontri, come i sit-in settimanali, organizzati a Roma, davanti a Montecitorio, da “Nessuno resti indietro”, che hanno ricevuto anche la visita di alcuni parlamentari. Ci sono state, poi, presentazioni di libri in varie città e manifestazioni di solidarietà per denunciare le troppe “Bibbiano” d’Italia, perché, purtroppo, vicende di bambini strappati ingiustamente alle famiglie non sono avvenute solo in Emilia-Romagna, ma anche nel resto del Paese.

Una di queste si è tenuta a Verona a sostegno di tre bambini tolti ai genitori. Alcune centinaia di persone si sono riunite in piazza Bra per un sit-in che nemmeno la pioggia ha impedito.

Genitori, nonni e associazioni, quali: Movimentiamoci, Comitato Famiglia e Vita, Comitato cittadino per i diritti umani hanno dato vita a una protesta apartitica, anche se erano presenti alcuni esponenti politici come l’ex sindaco Flavio Tosi (che ha annunciato la riunione di una Commissione del Comune di Verona per esaminare il caso) o il leader di Progetto Nazionale, Piero Puschiavo, che ha ricordato come nel Veneto vi siano dati assai difformi tra le provincie.

Il clou dell’incontro, però, è stata la testimonianza di Anna, amica e portavoce della famiglia che si sta battendo per il rientro a casa dei tre bimbi. Ha evidenziato come non vi fosse un motivo valido per “sequestrare” i figli a una mamma molto premurosa e molto attenta, e ha esposto alcuni degli avvenimenti culminati nell’allontanamento forzato.

Paolo Roat ha, quindi, denunciato «la filiera che inizia con una diagnosi psichiatrica a carico del minore o dei genitori, e termina con l’allontanamento coatto del minore e, a volte, la somministrazione forzosa di farmaci psicotropi».
Bibbiano chiama, Verona risponde. Il Pd e le “sardine” tacciono.

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