Così Gualtieri (e Conte) l’han MES… all’Italia

Tutto già deciso a Bruxelles, ora aspettiamoci la Troika e dimentichiamoci le elezioni

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«Il testo è concordato e se chiedete se è possibile riaprire il negoziato vi dico che secondo me no, il testo del Trattato è chiuso». Così, con la sua bella faccia bonacciona e l’espressione assente, il ministro dell’Economia ha “gelato” le Commissioni riunite Finanze e Politiche di Palazzo Madama.

Il famigerato MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) è già stato firmato. Quando non è stato chiarito. Gualtieri dice nel corso della scorsa legislatura, più probabilmente durante il periodo di “crisi”, a giugno, comunque sicuramente dal premier Conte e senza darne comunicazione al Parlamento.

«Non c’è negoziato sul testo e tutti gli altri Paesi considerano la questione chiusa»… Questo l’epitaffio tombale, con sorrisino sarcastico, del “nostro” ministro dell’Economia.

Dire “ministro dell’Economia” è una formula assolutamente riduttiva, perché Gualtieri ieri ha fatto capire chiaramente di non essere parte di questo esecutivo, bensì di un “direttorio” molto più importante.

Nell’editoriale dell’altro ieri “scherzavamo”, scrivendo che era il plenipotenziario in Italia del partito MMM (Macron, Merkel, Masonry): «agli ordini diretti della Triade e della direttrice del FMI (e ora anche della Banca Europea) Christine Lagarde» e aggiungevano che: «L’insipida, e peraltro neppure definitiva, manovra finanziaria è “passata” a Bruxelles grazie all’intervento del MMM. In cambio, però, Conte ha firmato ciò che non poteva e Gualtieri – ora che è stato scoperto – lo tiene per l’orecchio e lo costringerà a mantenere la promessa rovinando definitivamente il nostro Paese e aprendo le porte al commissariamento dalla Troika (Commissione Europea, BCE e FMI) e della Triade (MMM)».

Come a volte succede, il paradosso è stato superato dalla realtà e adesso incominciamo a capire molte cose in più. Cominciamo a capire, per esempio, perché (e spinto da chi) Giuseppe Conte si sia messo di traverso al governo Lega-M5S, dopo il risultato delle elezioni europee, facendo saltare i nervi a Salvini. Perché abbia attaccato pubblicamente il leader della Lega al limite dell’insulto. Incominciamo a capire quali interessi ci fossero dietro alla strenua volontà di non tornare al voto e di formare un governo “a tutti i costi”.

CHI È ROBERTO GUALTIERI

La verità è tutta nelle mani (e nella faccia) di Roberto Gualtieri, uomo politico pressoché sconosciuto in Italia, fino a pochi mesi fa, però molto, molto influente fuori dal nostro Paese.

Presente da 3 legislature a Bruxelles, è considerato «uno degli otto deputati più influenti del Parlamento europeo».

Nel corso del suo mandato «ha presieduto il numero record di 157 triloghi (le negoziazioni inter-istituzionali tra Commissione, Parlamento e Consiglio per definire le norme europee)». È stato quindi tra i “massacratori” della Grecia, per intenderci. Il 10 luglio 2019 è stato rieletto alla guida della Commissione per i Problemi Economici e Monetari del Parlamento europeo (lo sapevate?) ed è anche l’unico italiano a far parte della Commissione di 40 parlamentari che hanno stabilito l’agenda Parlamentare per il quinquennio. Lo scrive Wikipedia, non un sito complottista.

«La nomina di Roberto Gualtieri a ministro dell’Economia sarebbe un bene per l’Europa e per l’Italia»; così si era espressa Christine Lagarde. Forse anche per qualcun altro, visto che Roberto Gualtieri e uno dei soli 3 italiani presenti nella “UE-Soross-list”, ovvero la lista di parlamentari europei referenti della Open Society, la fondazione dell’oligarca ungherese (espulso dal suo Paese e interdetto in Russia), speculatore internazionale e stratega del mondialismo.

ITALIA COMMISSARIATA

Se oggi Gualtieri è venuto allo scoperto, come lo fece Mario Monti nel 2011, è perché i “poteri fortissimi” (come li abbiamo definiti) temono la crescita del sovranismo che si oppone alla globalizzazione; non potevano quindi accettare che l’Italia fosse governata dalla Lega.

Ora, grazie alla spregiudicata o incosciente firma di Conte in calce al MES, la condanna dell’Italia è segnata. Il nostro debito pubblico “obbligherà” l’UE a commissariarci e questo spiega anche perché la manovra economica (partorita da Gualtieri) sia così insipida e non si ponga neppure l’obiettivo di abbassarlo.

Ciò significa, inoltre, il rinvio “sine die” delle elezioni politiche, anche se tutte le Regioni dovessero passare al centrodestra.
Benvenuti nella nuova democrazia europea.

 

 

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