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La Bonetti parla di tutto… ma non di Bibbiano

C’è un silenzio che pesa più di ogni altro: quello del ministro per le Pari opportunità e la Famiglia

tempo di lettura: 7 minuti

Sul “caso Bibbiano” e, più in generale sulla questione degli affidi, lei, che è la diretta interessata essendo una questione che coinvolge bambini e famiglie, qualche cosa doveva dire. Invece, da più di un mese, da quando si è insediata, è riuscita in un’impresa davvero da record: non dire nemmeno una parola che fosse una sulla questione.

Un record, anche perché Elena Bonetti in questo tempo non è stata un attimo zitta. Ha parlato in incontri e convegni; ha rilasciato interviste, chattato e twittato in continuazione. Mai, però, una parola sull’argomento.

“Terrorizzati” dall’idea di essere additati dai “Guardiani del politicamente corretto” come spacciatori di fake news, siamo andati a rivedere tutti i flash dell’agenzia Ansa da quando è ministra, ed ecco i risultati:

Il 5 settembre manifesta tutto il suo entusiasmo per il primo Consiglio dei ministri.
Il 7 dà la sua solidarietà al ministro Paola De Micheli per il post sessista di un estremista di destra.
Il 12 scrive su Facebook di asili nido.
Il 13 prima intervista al quotidiano Avvenire. Affronta vari temi, ma il giornalista non le fa la domanda specifica sulla questione degli affidi e lei, ovviamente, non ne parla.
Il 14 commentando un episodio di bullismo a Catania dichiara che «serve una legge sul bullismo. Serve subito. Ne va della crescita e della consapevolezza delle nuove generazioni».
Il 15, in un’intervista a Radio 24 annuncia che lavorerà sul congedo parentale allargato ai padri e che lascerà nel cassetto il disegno di legge del senatore leghista Pillon su affido condiviso e bi-genitorialità che aveva iniziato il suo iter parlamentare.
Il 16, interpellata dall’Ansa, definisce il decreto Pillon una «risposta dannosa e inadeguata» e aggiunge: «Ci impegneremo per affrontare le tematiche e le criticità che riguardano la cura e l’educazione dei figli anche nel caso di separazione. Lo faremo di concerto con tutte le forze di maggioranza auspicando un percorso di ascolto, confronto e elaborazione con il Parlamento e tutti i soggetti coinvolti nel Paese».
Il 17 settembre annuncia che segue Renzi in Italia Viva.
Il 21, in un’intervista al quotidiano La Stampa chiede anche lei lo Ius Culturae per dare la cittadinanza agli immigrati, oltre a rilanciare il Family Act: asilo nido gratis, assegno unico per ogni figlio minore e congedo di paternità (soprattutto per gli immigrati, ovviamente)
Lo stesso giorno polemizza su Twitter con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti che lamenta di non essere stato avvisato da nessuno della scissione renziana.
Il 26 commenta al TG5 la sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito, affermando che «ora spetta al Parlamento di intervenire, no a dibattiti ideologici».
Il 27 twitta sulla protesta dei giovani per i cambiamenti climatici affermando: «I nostri figli ci indicano la strada».
Il 30 presenzia al Senato a un’iniziativa con gli studenti delle scuole elementari.
Il 2 ottobre partecipa a un’iniziativa per la Festa dei nonni; parla di manovra finanziaria, di taglio dei parlamentari e si dice favorevole al voto ai sedicenni. Nel pomeriggio scrive un tweet sui nonni e le pari opportunità tra generazioni.
Il 3 su Facebook ritorna sull’assegno unico: «Sarà strutturale», mentre parla di sostegno alle famiglie con disabili alla presentazione del FiabaDay.
Il 4 partecipa al Festival delle Città, a Roma, dove annuncia che nella finanziaria ci saranno gli asili nido gratis per i meno abbienti, mentre per l’assegno unico bisognerà attendere. In serata, tweet di cordoglio per i poliziotti uccisi a Trieste.
Il 5, a Terrasini (Pa), interpellata dai cronisti, ci parla della “serenità” di Conte, dell’Iva che non aumenta, della manovra e sempre dell’amato Ius Culturae.
Il 6 ottobre interviene sul femminicidio a Cologno al Serio.
L’8 scrive una nota su Facebook per commentare i dati Istat sul lavoro femminile.
Il 9 interviene a un seminario internazionale e afferma: «Dall’inizio del mio mandato, mi considero il Ministro delle famiglie al plurale, perché sono convinta – anche in ragione della mia esperienza di madre ed educatrice – che non esista un modello unico di famiglia». Quindi parla anche di adozioni internazionali nella sua veste di presidente della Commissione relativa, di prolungamento del congedo delle mamme e del sostegno alle famiglie più deboli. Nel pomeriggio incontra Confcooperative e rilancia lo “smart working”.
Il 10 torna a parlare di manovra finanziaria, di Family Act e di assegno unico, oltre che di violenza sulle donne e tweetta per “non lasciare da solo” il popolo curdo.

A tutta questa attività bisogna aggiungere una lunga intervista a Famiglia Cristiana (anche qui senza alcuna domanda su Bibbiano). Va anche segnalata la mancata solidarietà alla senatrice Daniela Santanché duramente e volgarmente attaccata dall’attuale ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, in alcuni post scritti anni fa.

Sul caso Bibbiano, sugli affidi e sui servizi sociali, invece, solo silenzio. Evidentemente è questa la linea adottata dal Governo (con buona pace dei 5 Stelle che, a quanto pare, si sono proprio adeguati). Del resto, il capogruppo del Pd, Graziano Delrio aveva dettato la linea mesi prima.

Tuttavia, il silenzio non è la cosa peggiore. Le intercettazioni sono troppo forti per essere dimenticate, come analogamente si sono rivelate troppo forti le immagini del “rapimento” di Perla a Reggio Emilia, ora restituita ai genitori. Temiamo molto di più le possibili pressioni sulla Magistratura per insabbiare l’inchiesta “Angeli e Demoni”, nella quale, oltre a servizi sociali e psicologi, è coinvolto un sindaco del Pd.

Intanto, continuano a emergere casi in tutta Italia che contribuiscono a rafforzare i dubbi sulla normativa vigente e ad alimentare interrogativi sul comportamento di molti.

 

 

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