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ULTIM’ORA: guerra di lobby a Bruxelles

Bocciata Sylvie Goulard e attacco a Macron: ecco chi c’è dietro

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La numero due della Banca di Francia ed ex-ministro della Difesa, Sylvie Goulard, si è vista rispedire al mittente (con 29 voti a favore, 82 contro e 1 astenuto) la richiesta di diventare commissario Ue al mercato interno. Destinatario della bocciatura, però, è sicuramente il dispotico e arrogante presidente francese, Emmanuel Macron.

Di più, a essere messo in crisi è quell’asse franco-tedesco che era riuscito a imporre Ursula von der Leyen come presidente. Si capisce, quindi, che il terremoto nei corridoi felpati di Bruxelles ha ben pochi precedenti.

La Goulard è stata travolta e tritata nelle audizioni in aula a seguito delle polemiche sorte, appena un mese fa, per la sua collaborazione con il think tank americano Berggruen (senza parlare di altri scandali in cui era stata implicata). Tuttavia, questa pare solo una scusa. In Europa si è visto di ben peggio in fatto di conflitti di interessi.

Apparentemente si tratta di uno sgarbo che Max Weber, nuovo leader del Ppe (il Partito Popolare di cui fa parte anche l’ungherese Orban) ha riservato ai socialdemocratici e a Macron in particolare. Ieri giravano chat in cui gli europarlamentari popolari (francesi) si annunciavano l’un l’altro l’intenzione di “farla fuori”. C’è, però, anche chi vede lo zampino della potentissima Christine Lagarde, che non ha mai amato la connazionale Goulard.

Interessante, infine, che la spallata finale l’abbiano data i Verdi, insieme con tutte le forze sovraniste e nazionaliste. Se i media internazionali non fossero tutti asserviti si sarebbe potuto parlare di “maggioranza alternativa”.

Insomma, si è scatenata una guerra politica e di lobby, con l’asse franco-tedesco che traballa. E se l’indignazione dell’Eliseo è ai massimi livelli, Macron dovrà stare bene attento perché la prossima vittima designata rischia di essere proprio lui.

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