Beni rifugio: non è tutto oro ciò che luccica

Perché possano essere un investimento devono “parlare italiano”

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Stefano Molinelli, direttore commerciale della GoldCare Italy

Mentre ancora si parla della “truffa dei diamanti”, con più di 300 risparmiatori ingannati da alcuni istituti bancari, c’è invece chi lavora con professionalità nel settore degli investimenti sui cosiddetti “beni rifugio” (oro, metalli preziosi e diamanti).

Per capire meglio e aiutare i lettori a conoscere questo settore, abbiamo incontrato Stefano Molinelli, direttore commerciale della GoldCare Italy. La sua prima frase è lapidaria: «Credo che oggi più che mai ci sia un estremo bisogno di chiarezza, legalità e sicurezza su tutto il panorama degli investimenti. Soprattutto quando si tratta di un “beni rifugio” dobbiamo fornire: il massimo della certezza della qualità, la protezione dell’investimento e la sicurezza della sua commerciabilità futura».

Brutto colpo, questo scandalo sui diamanti, per la vostra fascia commerciale?

«Nel nostro ambiente ci sono state due tipi di reazioni. C’è chi ha continuato a speculare, anche sulle disgrazie altrui e chi ha aumentato la qualità del servizio per fare ulteriormente la differenza. L’andamento degli investimenti in oro e metalli preziosi è scelto da un numero sempre maggior di persone. Le ditte professionali, altamente specializzate, hanno caratteristiche inconfondibili».

Quali?

«Sono 100% italiane, non hanno sedi operative o sedi legali oltre confine, in nazioni o paradisi fiscali privi di rogatorie internazionali. Essere realmente al 100% italiani, vuol dire avere caveau, sedi operative, amministrative e legali, tutte sul nostro territorio. Noi facciamo cultura finanziaria, aiutiamo il cliente a diversificare i propri investimenti, lo affianchiamo proiettando l’investimento verso una prospettiva, per un futuro solido, sicuro, garantito, nelle sue varie fasi, dalla massima affidabilità e trasparenza. Ci mettiamo sempre la faccia con incontri personali accompagnando l’investitore».

L’italiano preferisce investire in oro o in diamanti?

«Per quella che è la nostra esperienza, sicuramente in oro, ma serve una precisazione. Parliamo non di oro finanziario (ETF, ETC, Opzioni su oro o Futures) ma di oro fisico L.B.M.A., puro al 999/1000, in lingotti. Le persone, con noi, acquistano direttamente i lingotti d’oro che decidono di tenere a casa oppure di farli custodire nei nostri caveaux pagando una cifra irrisoria annuale, che vale anche come quota assicurativa per l’oro custodito».

Qual è la spesa annuale per assicurare e proteggere il proprio oro?

«Da 30 ad un massimo di 100 euro, secondo la quantità assicurata. Nella assurda ipotesi che l’oro degli investitori venga rubato dai nostri caveaux (blindati e iper-protetti da nuclei di vigilanza armata), l’assicurazione dei Lyoid Britannici, fornirà la stessa quantità di oro (identico peso acquistato) al nostro cliente, entro brevissimo tempo».

 Specifichiamo meglio l’acronimo L.B.M.A.?

«London Bullion Market Association, che riunisce le maggiori banche, raffinerie e aziende mondiali che si occupano di oro e argento. Questa grande associazione, che muove circa 10 miliardi di dollari all’anno, certifica la purezza dell’oro che vende, la tracciabilità e la sua eticità. Questa associazione internazionale svolge controlli severi affinché l’oro, da loro commercializzato, non sia stato estratto da bambini, non siano stati sfruttati i lavoratori e non sia stato devastato l’ambiente. Tutta la filiera di produzione e commercializzazione deve rispettare alti standard».

Perché l’oro è l’investimento preferito tra i “beni rifugio”?

«A parer mio ci sono valide motivazioni. Prima di tutto è utile sapere che siamo il terzo paese al mondo come riserve d’oro nei caveaux (1° USA, 2° Germania), il quarto se consideriamo anche il Fondo Monetario Internazionale. Il valore dell’oro aumenta a ogni instabilità economica mondiale: dazi doganali europei ed internazionali, la FED che diminuisce il prezzo del dollaro, nuove tasse su immobili o altri tipi di investimenti. Oltre a questo, c’è l’estrema libertà nella gestione di un bene di proprietà…».

Cioè?

«Non tutti conoscono l’articolo 1834 del codice civile che dice: ”Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria (1272), alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (1782). Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si e costituito il rapporto”. Del suo oro, il nostro investitore, ha invece la piena proprietà sul cui all’acquisto, eseguito con bonifico bancario, non pagherà Iva (si paga, alla vendita, la tassa del 26% sulle plus valenze). L’oro è estremamente commercializzabile, con un prezzo chiaro di riferimento; la nostra azienda per esempio, offre gratuitamente il servizio on line per vedere l’andamento quotidiano del proprio investimento e fornisce il resoconto delle performance ogni mese. Se il cliente decide di vendere, in parte o totalmente la propria riserva aurifera, noi abbiamo l’obbligo di acquisto entro le 48 ore, al prezzo internazionale di quella giornata».

Per i diamanti?

«L’investimento in diamanti ha delle differenze sostanziali rispetto all’oro, dalle quali si comprendendo anche i fatti che sono recentemente successi…».

Può spiegarcelo…

«L’oro è tracciato fin dal pagamento e garantito dalla supervisione di Banca Italia e Consob. I diamanti possono essere pagati in contanti (8 transazioni su 10 avvengono così) e non sono seguiti e garantiti dai controlli di Banca d’Italia e Consob, hanno un mercato totalmente libero… Le pietre preziose hanno l’Iva al 22% all’acquisto, ma la plus valenza derivante dalla vendita non è tassata… Però per ricollocare i diamanti, serve molto più tempo, anche 5/7 anni, se vuoi tempi brevi ci sono delle commissioni da pagare; è un mercato totalmente diverso, bisogna fare più attenzione».

Consigli per gli investitori?

«Ci penserei 100 volte prima di dare fiducia ad aziende che fanno tutto solo on line. L’investimento in beni rifugio è una cosa estremamente importante, il risparmiatore deve prendere tutte le informazioni necessarie prima di investire. Scegliere aziende totalmente italiane, con sede legale in Italia, certificate dalla Banca d’Italia. Secondo la legge ogni operatore ha un codice personale rilasciato da Banca d’Italia ed è soggetto a verifiche periodiche UIF (Ufficio Investimenti Finanziari). Ci deve essere chiarezza e trasparenza fin dall’inizio tra azienda promotrice e risparmiatore; il contratto di acquisto dell’oro è firmato dal promotore certificato che ha una responsabilità penale diretta su quanto sottoscritto. Diffidate dei “compraoro” per gli acquisti, l’oro deve essere marchiato L.B.M.A., altrimenti non è oro da investimento con la purezza richiesta per una successiva vendita e il conseguente realizzo».

 

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