Appuntamento a domani con lo “speciale 11 settembre”

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Orwell.live è una realtà editoriale che esiste da soli 2 mesi e mezzo, eppure, in questo breve periodo, già siamo riusciti a marcare e a caratterizzare con la nostra presenza alcuni temi forti.

Per esempio, siamo stati tra i primi (e unici) a fare luce sui fatti di Bibbiano, raggiungendo indici di lettura altissimi (più di 50.000 lettori medi). La serie di interviste a giornalisti sul “futuro dell’informazione”; l’approfondita inchiesta a puntate dello “Speciale Wikileaks”; l’esclusiva serie di biografie contenute nello speciale “elezioni USA 2020”; gli oltre 200 articoli su temi di innovazione, cronaca, commento, cultura… ci hanno permesso di raggiungere una platea stabile di migliaia di lettori.
A loro, a tutti voi, dedichiamo un altro sforzo editoriale.

Da domani inizia, infatti, la pubblicazione di una serie di articoli, servizi, immagini, interviste, ricostruzioni, dedicati a una data ormai considerata storica: l’11 settembre 2001.

Il nostro editore, Alessandro Nardone, e i nostri collaboratori, in Italia e negli USA, stanno raccogliendo da settimane il materiale necessario a rendere completa l’informazione su questo episodio che ha segnato, in maniera tragica, l’inizio del secolo e del millennio.

Era la prima volta che gli Stati Uniti venivano colpiti sul loro territorio. In oltre un secolo gli americani hanno partecipato a due guerre mondiali devastanti e ad altri conflitti sanguinosi (Corea, Vietnam, Iraq) senza mai, però, che la popolazione civile residente ne fosse coinvolta.

Anche questo spiega la dimensione dello shock. Insieme con la risonanza mediatica delle immagini in diretta. Se lo scopo degli attentatori era portare terrore, oltre che distruzione e morte, si può dire che siano, purtroppo, riusciti nel loro intento.
Un terrore che, negli anni successivi, è serpeggiato tante volte anche in Europa e nel mondo, nella lunga catena di attentati attuati o rivendicati dall’autoproclamato Stato islamico (Isis).

Gli attacchi terroristici erano già iniziati in maniera significativa a partire dall’inizio degli anni Ottanta, ma è dal 2000 che il loro numero cresce in maniera sostanziale e i morti, nel mondo, assommano a oltre 214 mila nel decennio il 2000-2009. Nel periodo 2010-2018, poi, il numero di soggetti colpiti sale ancora in maniera esponenziale, fino ad arrivare a quasi 460 mila persone. Dato ancor più drammatico se si considera che questi valori rappresentano ben il 48% del totale di tutte le vittime di attentati dal 1970 a oggi (dati Global Terrorism Data Base).

Dal 2018, fortunatamente, i numeri sono in rapida diminuzione. Merito soprattutto del drastico intervento congiunto in Siria e Iraq che ha colpito le roccaforti militari del fondamentalismo islamico.

I numeri riportati, tuttavia, testimoniano di come la tragedia dell’11 settembre non sia bastata, da sola, a svegliare le coscienze sopite dei popoli. L’Europa, poi, in quest’ultimo decennio è parsa sempre più avvilupparsi nelle sue logiche “buoniste” chiudendo gli occhi su quanto avviene nelle periferie delle sue metropoli.

Anche per questo è bene ricordare l’11 settembre. Non solo per la sua “spettacolarità”, bensì proprio per capire come sia stato possibile a un manipolo di fanatici addestrarsi, armarsi e pianificare un’operazione così complessa vivendo in maniera “anonima” nel cuore di una qualsiasi città americana.

La vera lezione dovrebbe essere proprio questa. Cosa serve per svegliarsi? Abbiamo già dimenticato le parole di Oriana Fallaci all’indomani di quella strage? E abbiamo dimenticato anche il coro di insulti da parte dei politicamente corretti e degli “integrazionisti” che tentarono di zittirla?

Dunque, non basta ricordare. Bisogna anche avere il coraggio di cambiare le cose. Questo è anche il senso del nostro “speciale” che potrete iniziare a leggere da domani.

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