Gli innovatori (1) – Edward Bernays, il primo consulente di pubbliche relazioni

tempo di lettura: 2 minuti

Edward L. Bernays, 1891, Vienna, Austria—1995, Cambridge, Stati Uniti.

Editore americano, è considerato il primo ad aver sviluppato l’idea del consulente professionale di pubbliche relazioni, ovvero un professionista che si avvale delle scienze sociali per motivare e plasmare la risposta di un pubblico.

Edward Bernays, sebbene nato a Vienna, si trasferisce all’età di un anno a New York, dove suo zio, Sigmund Freud, era ancora agli albori della carriera. Dopo la laurea, a soli 16 anni, Bernays frequenta la Cornell University, dove, per volere del il padre, si laurea in agricoltura nel 1912.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, Bernays conosce Doris Fleischman, che sposerà in seguito. Insieme aprono il loro primo ufficio di pubbliche relazioni. Tra i loro clienti includevano il U.S. War Department, che voleva convincere le imprese ad assumere veterani di guerra, e il governo lituano, che stava facendo pressioni per il riconoscimento da parte degli Stati Uniti.

Bernays ha anche scritto molti libri, tra i quali i più influenti furono “L’opinione pubblica cristallizzante” (1923), “La propaganda” (1928) e “Le pubbliche relazioni” (1952). Morto ultracentenario, è considerato fra le cento figure più influenti del XX secolo secondo una classifica stilata dal magazine Life.

CITAZIONI di Edward Bernays:

“La manipolazione consapevole e intelligente, delle opinioni e delle abitudini delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica, coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il paese.”

“La propaganda diventa cattiva e da condannare quando i suoi autori si adoperano deliberatamente e con conoscenza di causa a diffondere menzogne e produrre effetti negativi per il bene pubblico.”

“Le tecniche usate per inquadrare l’opinione pubblica sono state inventate e poi sviluppate via via che la società diventava più complessa e l’esigenza di un governo invisibile si rivelava sempre più necessaria.”

“Esiste quindi una struttura invisibile che, legando inestricabilmente innumerevoli gruppi e associazioni, costituisce il dispositivo attraverso cui il regime democratico organizza il suo spirito di gruppo e semplifica il proprio pensiero collettivo.”

“La nostra società democratica è basata sulla cooperazione del maggior numero di persone, necessaria affinché possiamo convivere in un mondo il cui funzionamento è ben oliato.”

Lascia un commento

Orwell.live vorrebbe inviarti notifiche push per tenerti aggiornato sugli ultimi articoli