Decoupling: una opportunità per le imprese italiane

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Nei giorni scorsi i giornali asiatici hanno reso nota la recente decisione strategica di Apple di spostare la produzione degli AirPods dalla Cina al Vietnam, una notizia che sembra sottendere importanti scelte di mercato. Sull’argomento abbiamo chiesto il parere di Gigi Gianola, direttore generale di Compagnia delle Opere.

Si è potuto fare un’idea dei perché di questa strategia?

Secondo il nostro Centro studi, la scelta di Apple è solo in parte dettata dalle tensioni commerciali in atto tra Cina e USA, mentre va a rafforzare il recente fenomeno del “decoupling”, ossia lo sdoppiamento delle filiere produttive globali.

Può spiegarci meglio?

Il decoupling prende forma quando un’impresa sdoppia le proprie filiere di fornitura e crea due supply chain parallele in paesi distinti. Attraverso il decoupling, un’impresa tenta di limitare il “rischio filiera” e diversifica le fonti di fornitura.

La scelta di Apple è conseguenza della guerra dei dazi?

Nel caso di Apple in Vietnam, l’azienda di Cupertino non segnala un’uscita della produzione dalla Cina (infatti il nuovo MacBook Pro sarà realizzato proprio nel paese del Dragone) ma semplicemente l’importanza di ottimizzare le filiere produttive in base a calcoli di ottimizzazione della supply chain.

Perché il decoupling dovrebbe interessare anche le imprese italiane?

In linea con il fenomeno del reshoring (ovvero il rientro delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato in Paesi asiatici), le cui dimensioni sono tuttavia ancora poco chiare, lo sdoppiamento delle filiere di fornitura potrebbe avvantaggiare un paese come l’Italia.

Il fattore costo di produzione diventa, infatti, sempre meno l’unico fattore alla base della scelta della location delle imprese multinazionali. Qualità della produzione, filiere corte e stabilità della fornitura sono, invece, elementi sempre più importanti.

Cosa bisognerebbe fare per attirare le aziende straniere?

Per sfruttare a pieno le possibilità offerte dal decoupling, le imprese italiane dovrebbero rivedere la propria offerta, aggiustandola alle nuove richieste dei grandi brand multinazionali. In tal senso, la capacità di sviluppare soluzioni innovative, a partire da rapporti di fornitura potrebbe rappresentare un’efficace strategia di upgrading.

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