Chi è Chelsea Manning?

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«Se avessi accesso a reti classificate per quattordici ore al giorno, sette giorni a settimana e per più di otto mesi, cosa faresti?».

A questa domanda retorica rivolta via chat, nel maggio del 2010, ad Adrian Lamo (l’hacker che la consegnerà all’esercito americano), Chelsea Manning, nata Bradley, aveva già dato una risposta.
Ma chi è Chelsea Manning?

Chelsea Elizabeth Manning, nata Bradley Edward Manning, (nome modificato dopo la transizione di genere iniziata nel 2013 e di cui parleremo più avanti) è l’ex analista dell’esercito americano che, nell’aprile 2010, consegnò alla piattaforma Wikileaks, 90 mila file riguardanti la guerra in Afghanistan, 450 mila relativi al conflitto in Iraq, oltre a 250 mila cablogrammi che “cambieranno l’opinione pubblica sugli Stati Uniti e le attività delle diplomazie”. 1

Per tratteggiare la prima fase dell’esistenza di Bradley è necessario intingere la penna nel calamaio della sofferenza. Il travaglio intimo di “Brad”, favorito dall’isolamento che circonda la provincia rurale americana (Manning, trascorre buona parte della giovinezza a Crescent, una piccola cittadina a poche miglia da Oklahoma City), è costantemente alimentato dal bigotto conservatorismo religioso di cui è permeata Crescent, una realtà, amava ripetere, con “più banchi in chiesa che abitanti”. Una realtà gretta e morbosamente credente, in cui le lancette del tempo sembrano bloccate tra le pagine dei racconti di Steinbeck.

A complicare lo scorrere lento della giovinezza di Bradley concorre la figura del padre Brian, un militare della Marina americana dal carattere intransigente e severo, che minerà, con la sua ingombrante presenza, l’indole già insicura del figlio.

Ed è proprio nell’adolescenza che Bradley, riservato, chiuso, introverso e ribelle, conosce i primi pesantissimi tormenti.
Nel 2001, quando Bradley ha 13 anni, il padre abbandona improvvisamente la famiglia e la madre, di origini gallesi, decide di trasferirsi nel sud del Galles, a Haverfordwest.

Questi sono gli anni in cui Bradley prende coscienza della propria omosessualità e in cui matura un orientamento politico “sempre più critico nei confronti della politica estera degli Stati Uniti, senza nulla togliere ai suoi sentimenti patriottici”. 2

Tuttavia, lo sradicamento dagli amici e dagli affetti induce la madre di Bradley, al termine del periodo scolastico, a rispedire il figlio, ormai diciasettenne, in Oklahoma.
Una scelta che si rivelerà poco oculata, perché, una volta scoperta la sua omosessualità, il padre lo caccerà di casa.

Senza nessuna reale aspettativa, ma con il desiderio di rimettersi in gioco, nell’ottobre del 2007, il biondino che viene dal Midwest si arruola nell’esercito degli Stati Uniti.

È un nerd sveglio, preparato e coscienzioso, grazie anche alla vicinanza di Tyler Watkins (il suo grande amore) e agli stimoli che riceve negli ambienti hacker di Boston in cui è inserito.

Nell’agosto del 2008, dopo aver frequentato un corso di specializzazione d’intelligence in una base in Arizona, Manning è già in grado di poter accedere ai database governativi che custodiscono i documenti più confidenziali.

È in questo periodo che viene mandato in Iraq.

L’inizio della missione irachena, però, è piuttosto burrascosa. Sempre più spesso Manning si lamenta del demansionamento cui è sottoposto; recriminazioni di cui è facile trovare traccia sui profili social.

Su Facebook, per esempio, una volta scrive: “Bradley Manning non è un soprammobile”. 3

Ciononostante, Manning, rimane uno scrupoloso e talentuoso analista e, grazie a queste doti, riuscirà a farsi spazio nella Contingency Operating Station Hammer di Baghdad.

I turni sopportati dal piccolo Bradley (alto meno di 160 cm ndr) sono massacranti, ma anche utili per accorgersi della fragilità e dei difetti delle misure di sicurezza.

Le opportunità di accesso ai documenti più segreti diventano privilegiate quando al soldato di Crescent vengono consegnati due pc portatili contenenti i documenti top secret più scottanti degli Stati Uniti. “Il primo portatile, è connesso con il SiprNet (Secret internet protocol router network), usato dal Dipartimento della difesa e dal Dipartimento di stato per condividere le informazioni in piena sicurezza, il secondo garantisce un accesso al Jwics (Joint worldwide intelligence communications system), una rete in cui convergono tutte le comunicazioni classificate”. 4

Per giorni e giorni, accompagnato dalla musica dell’adorata Lady Gaga, Manning accede con facilità al materiale più scottante e privato del Governo degli Stati Uniti.

Questi documenti mostrano, senza possibilità di dubbio, il volto equivoco della politica americana: un forziere straboccante costituito da file, video segreti che denunciano gli orrori della guerra irachena e cablogrammi di origine diplomatica. Nessun paese è immune, nessun paese è escluso.

Ancora non possono saperlo, ma i destini di Bradley e di Julian Assange sono a un passo dall’intrecciarsi per sempre.

(- segue -)

 

NOTE:
1 Ludovica Amici, “Wikileaks”, Editori Riuniti
2 David Leigh, Luke Harding, “Wikileaks, la battaglia di Julian Assange”, Nutrimenti
3 David Leigh, Luke Harding, “Wikileaks, la battaglia di Julian Assange”, Nutrimenti
4 David Leigh, Luke Harding, “Wikileaks, la battaglia di Julian Assange”, Nutrimenti

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